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Materiali ed impianti

Se il progetto contiene i requisiti necessari per la realizzazione di un edificio ben inserito nel contesto ambientale, dai consumi energetici contenuti, con un microclima adeguato che ne renda confortevole l’utilizzo, allora è necessario scegliere materiali che ci facciano raggiungere questi obiettivi con un bilancio ambientale soddisfacente.
Non esistono materiali perfetti da questo punto di vista: essi vanno scelti valutando di volta in volta le esigenze, le prestazioni richieste ed ovviamente i costi non solo monetari, in rapporto all’analisi del ciclo di vita (LCA), cioè a quanto la produzione di quel materiale incide sul capitale naturale.
I materiali da preferire per la struttura sono quindi laterizi ad alte prestazioni termiche ed acustiche, legno di provenienza controllata esente per quanto possibile da colle e sostanze chimiche, terra cruda.
Ma nella pratica costruttiva corrente i primi sono usati, nella migliore delle ipotesi, solo come tamponamento di strutture in cemento armato; le costruzioni in legno e quelle in terra cruda rappresentano una nicchia troppo piccola per incidere significativamente sulla qualità media dell’architettura in Italia.
I materiali isolanti con un ciclo di vita non devastante per l’ambiente, ma comunque da scegliere con accortezza, vanno da quelli in fibra di legno al sughero, dalla canapa al lino, dalla lana di roccia alla cellulosa.
Ogni materiale garantisce soluzioni ottimali ad alcuni problemi e solamente accettabili per altri: sta al progettista sceglierli con sapienza per far sì che la struttura e l’isolamento – con l’aggiunta dei serramenti – costituiscano un sistema che :
- ripari dal freddo in inverno – e questo è possibile anche con materiali derivati dal petrolio, quindi altamente inquinanti oltre che pericolosi per la salute di chi li lavora e di chi abita quei locali;
- ripari dai rumori esterni – e già questo è più difficile da ottenere se il sistema non ha la opportuna massa e non rispetta la fondamentale legge acustica di alternanza tra massa e molla (massa-molla-massa);
- riduca al massimo la penetrazione di calore in estate: questa prestazione si ottiene con un opportuno ombreggiamento e con un ottimale posizionamento delle aperture che garantisca comunque gli apporti solari in inverno, ma soprattutto con una buona capacità termica effettiva, con un buon fattore di attenuazione, con un opportuno sfasamento temporale dell’onda termica da dosare in base alle attività che si svolgono all’interno ed alla possibilità di ventilazione notturna e, dulcis in fundo, con un elevato fattore di smorzamento della superficie esterna.
Le finiture, interne ed esterne, devono essere realizzate con materiali traspiranti, che non emettano sostanze organiche volatili o comunque dannose per la salute degli abitanti, che non derivino da sintesi chimica o dal petrolio.
Quelle interne contribuiscono in modo determinante alla sindrome dell’edificio malato (sick building syndrom) che si può facilmente evitare usando ad esempio intonaci in calce e vernici naturali per proteggere legno e muratura, garantendo un buon ricambio dell’aria, naturale o meccanico, l’assenza di campi elettromagnetici nei luoghi con più lunga permanenza di persone, ecc.
Gli impianti devono garantire il comfort all’interno dell’edificio: limitandosi all’impianto di riscaldamento, esso deve essere radiante, a bassa temperatura ed alimentato da caldaie a condensazione, a pellets, a trucioli di legno, da pompe di calore eventualmente geotermiche abbinate ad un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.
L’energia solare può essere sfruttata anche per la produzione di acqua calda sanitaria ed eventualmente (ma non è sempre conveniente) per l’integrazione dell’impianto di riscaldamento.
Alcuni dei prodotti più innovativi e tendenti ad un ciclo di vita neutrale per l’ambiente, sono distribuiti dal centro Ecosistemi, per ovviare in parte ad uno dei problemi dell’architettura sostenibile, cioè la reperibilità in loco dei materiali da costruzione.



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